Quali bottiglie si conservano con il portabottiglie vino (e non con la cantinetta)?

portabottiglie vino

Cosa c’è di meglio di tirare fuori dal frigo una fresca bottiglia di vino, con le alte temperature che ci accompagnano in questo periodo? Un’idea allettante, ma attenzione: non tutti i vini vanno conservati a basse temperature e alcuni dei prodotti della vasta gamma presente su cantinettavino.it potrebbero addirsi ad alcuni vini meglio che ad altri.

 

C’è infatti una tipologia di vino che può tranquillamente fare a meno della cantinetta. Anzi, più che di una tipologia si tratta di un’intera famiglia di vini che può essere conservato più comodamente in mobili portabottiglie in legno.

 

La famiglia di vini della quale stiamo parlando è chiaramente quella del vino rosso. In questo articolo andiamo a scoprire perché questa tipologia di vino può fare a meno della conservazione a basse temperature e perché può ottenere dei vantaggi dalla conservazione fuori dal frigo, nei portabottiglie.

 

Vino Bianco

La motivazione per la quale il vino rosso, a differenza del vino bianco, riesce a conservarsi in maniera decente se conservato sui portabottiglie ha a che fare con alcune caratteristiche organolettiche, in particolare la durezza e la morbidezza.

 

Prima di indagare su queste caratteristiche, è bene sapere che, generalmente, il vino rosso viene servito a temperature molto più alte rispetto al vino bianco. Il bianco, infatti, va servito sotto i 10°C, un buon rosso invece a una temperatura che spazia dai 14 ai 18°C.

 

Come al solito, però, vi sono alcune eccezioni che confermano la regola. Prendiamo, ad esempio, un vino rosso un po’ acido e di carattere: le caratteristiche organolettiche di questo vino fanno sì che possa essere servito anche a temperature un po’ più basse.

 

La Barbera, la Bonarda, il Lambrusco, alcuni rossi dell’Etna fatti con vitigno Nerello o la Lacrima di Morro D’Alba: sono solo alcuni esempi di vini che tendono a dare il meglio di sé quando sono serviti ad una temperatura un po’ più bassa del normale. La temperatura di servizio e conservazione migliore spazia tra i 12 ed i 14 C°. Si tratta di una temperatura ambiente un po’ inusuale ma comunque facilmente rintracciabile in ambienti come le cantine.

 

Proprio come i vini bianchi, i vini rossi tendono a soffrire gli sbalzi termici. Se si verifica uno sbalzo termico importante in un lasso di tempo di dieci minuti, c’è il rischio di compromettere in maniera irreparabile le qualità organolettiche. Per questo, dovendo servire il vino rosso a una temperatura piuttosto elevata, conservarlo in frigo si rivela essere controproducente.

 

Uno sguardo alla chimica: perché il rosso non va in frigo?

Andiamo a capire le motivazioni chimiche del perché dovremmo evitare a tutti i costi di conservare i vini rossi in frigo.

 

Nel paragrafo precedente abbiamo menzionato le proprietà organolettiche dei vini. Queste si dividono in due gruppi: le componenti morbide da una parte, le componenti dure dall’altra. Queste componenti tendono a bilanciarsi vicendevolmente e determinano il risultato finale.

 

Nella categoria delle componenti morbide troviamo elementi come gli zuccherini, la glicerina o il sapore alcolico; nella categoria della durezza troviamo invece i sali minerali e gli acidi. Quando parliamo di vini rossi c’è da tenere conto anche di un terzo elemento di fondamentale importanza, ovvero i tannini.

 

Le componenti che definiscono la morbidezza o la durezza di un vino sono estremamente sensibili ai cambiamenti termici. All’aumento della temperatura, gli elementi morbidi di un vino vengono esaltati, mentre all’abbassarsi della temperatura sono gli elementi duri di un vino a essere esaltati.

 

Nella pratica questo significa che, ad esempio, uno spumante servito caldo risulterà poco interessante perché la temperatura non ne esalterà l’acidità. Proprio per lo stesso principio, servendo un rosso a una temperatura più alta si andrà ad enfatizzare l’effetto dei tannini sul palato.

 

Tannini e temperature

Ma concentriamoci adesso sui tannini. Nei vini rossi, essi costituiscono la struttura portante del vino e sono responsabili per il lieve retrogusto amarognolo. Oltre ad avere questa funzione, i tannini sono l’elemento che dona, al palato, una sensazione di astringenza. Questo accade specialmente con i vini rossi ancora poco maturi.

 

Ma arriviamo al dunque. I vini rossi più interessanti presenti in commercio sono anche dotati di una struttura molto importante, con una trama tannica alquanto intricata. Abbassando la temperatura del vino, si va a sottolineare la presenza dei tannini al palato. La loro percezione si rafforza al punto che gli altri aspetti del gusto passano in secondo piano arrivando, in alcuni casi, quasi a sparire.

 

Tutto ciò spiega perché un vino rosso conservato e servito a bassa temperatura risulti poco equilibrato, sacrificando la complessità del gusto. Un vero peccato, se si pensa che i tannini sono gli elementi del vino che meglio resistono all’invecchiamento e che meglio contribuiscono a rendere il gusto di un vino unico. Queste molecole sono in grado di fondersi con le altre particelle del vino andando a sprigionare la pienezza e la complessità tipica dei grandi rossi. 

 

Come fare per conservare in maniera efficace un buon rosso?

Approdiamo quindi al nocciolo della questione: come si conserva un buon rosso? Correre ad acquistare quella cantinetta design che hai adocchiato non è, in questo caso, la soluzione ideale. Bisogna riporre il vino in una stanza in cui c’è una temperatura costante non troppo bassa (tra i 10 ed i 16 gradi °C) ed una percentuale di umidità che si aggira intorno al 75%.

 

In questo modo si creano le condizioni migliori per permettere al rosso di invecchiare in maniera naturale, ad esempio in un apposito portabottiglie vino, andando a migliorare il suo gusto. Nelle case moderne è purtroppo difficile trovare stanze o cantine con queste specifiche caratteristiche, quindi se non si ha nella propria casa un ambiente del genere, quello che si può fare è acquistare un apposita cantinetta frigo vino

 

I migliori modelli in circolazione sono in grado di raggiungere temperature non tipiche dei normali frigoriferi e si rivelano essere davvero ideali per la conservazione di un vino rosso. Si tratta, insomma, di un oggetto con una funzione alquanto specifica.

In conclusione, sottolineiamo ancora una volta che conservare il vino in dei portabottiglie e in una stanza dedicata è essenziale per limitare lo sbalzo di temperatura e cosí prevenire l’ossidazione, lasciando che la polimerizzazione dei tannini sia in grado di fare la differenza in termini organolettici.