Il materiale del calice può alterare il gusto del vino?

bicchieri da vino

I veri amanti del vino sanno che, quando si parla di degustazione, bisogna tenere in considerazione un ampio numero di fattori. Per tirare fuori ed esaltare al massimo il gusto e le qualità di un buon vino bisogna mettere in pratica una serie di accorgimenti.

 

Chi è esperto di strumenti per la conservazione del vino in vendita su cantinettavino.it sa bene quanti e quali siano gli aspetti di un vino in grado di determinarne la complessità e la qualità. Per questo motivo non esistono domande banali quando si parla di vino e ogni aspetto offre numerosi spunti di ricerca e sperimentazione.

 

Anche un dettaglio pratico, come la scelta del bicchiere di vino in base alla bottiglia di vino prescelta, potrebbe essere oggetto di dubbi e discussioni. In relazione a ciò, è perfettamente lecito chiedersi se i materiali del calice da vino che abbiamo scelto siano, in qualche modo, in grado di alterare i sapori del vino. Insomma, perché le degustazioni vengono fatte in calici di vetro invece che di plastica o altri materiali? Risponderemo a questa domanda in questo articolo.

 

Bicchieri antichi

Quello del calice da vino è vero e proprio mondo che merita un’attenzione particolare, dotato addirittura di una sua storia. Potrà stupirvi sapere, ad esempio, che bicchiere così come lo intendiamo oggi, in realtà è un’invenzione abbastanza recente.

 

Il primo bicchiere da vino di cui si ha notizia nella storia risale al quattrocento, poco prima del Rinascimento. Questo bicchiere, prodotto dai mastri vetrai di Venezia, non era però il primo artefatto vetroso utilizzato per il contenimento dei liquidi. Storicamente, infatti, le bottiglie di vetro hanno un’origine decisamente più antica. Bisogna andare molto, molto indietro nel tempo per avere notizie della loro origine.

 

In un qualsiasi negozio di vino è molto facile imbattersi in diverse varietà e tipologie di bicchieri. Questo vuol dire che, dalla nascita del primo prototipo di questo oggetto, quelli che ci hanno preceduto hanno investito il loro tempo per cercare di capire come le caratteristiche del bicchiere potessero migliorare o peggiorare il gusto del vino.

 

C’era una volta un ingegnere appassionato di vino

Il primo a intuire che ci fosse una correlazione tra la forma del bicchiere ed il gusto del vino è Claus Josef Riedel. Riedel, vetraio austriaco di grande esperienza, aveva anche una certa esperienza come ingegnere chimico. Di bicchiere in bicchiere giunse alla conclusione che la forma del bicchiere in cui si beve una bevanda fosse in grado di influenzarne il gusto.

 

Fu proprio Riedel a creare dei bicchieri particolari, tutti in vetro, nel tentativo di dare quel tocco in più ad una serie di vini bevuti all’epoca, come l’antenato del cava spagnolo. Le conoscenze derivanti dagli studi sui materiali condotti da Riedel vengono tuttora utilizzate dalle aziende che si occupano della produzione degli strumenti pensati per la degustazione.

 

Storicamente, un bicchiere da vino è realizzato in cristallo e vi è una motivazione specifica per cui il materiale scelto sia proprio questo. Il cristallo è un tipo di vetro particolarmente neutro e, con questa caratteristica, esso riduce al minimo la possibilità che lo strumento utilizzato influenzi anche minimamente il sapore della bevanda.

 

Ma vetro e cristallo non sono essenzialmente uguali? Non proprio. Il cristallo, infatti, possiede una concentrazione più alta di ossido di piombo rispetto al vetro.

 

Se la concentrazione di ossido di piombo nel vetro è maggiore del 24%, ciò ne aumenta la densità del materiale trasformando il vetro in cristallo. Anche le proprietà ottiche sono differenti, in quanto il cristallo ha un aumentato indice di rifrazione. In ambito degustativo questa differenza è molto utile perché permette al sommelier di captare meglio la visibilità dei riflessi che il vino emana quando viene attraversato dalla luce.

 

Il presente dei materiali

Al giorno d’oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante tali da aver, a poco a poco, limato le differenze che originariamente c’erano tra vetro e cristallo. Al giorno d’oggi al posto del cristallo con ossido di piombo si utilizzano bicchieri in vetro cristallino o, addirittura, vetro sonoro. 

 

Quest’ultimo, altisonante nome, si riferisce ad un’eccellente tipologia di materiale che riesce ad accentuare ancora di più i colori del vino, lasciandone nel contempo intatto il sapore grazie alla neutralità del vetro.

 

Di che tipo di influenze parliamo?

È chiaro a questo punto che l’importanza del materiale non è affatto trascurabile al giorno d’oggi. Il materiale dotato di neutralità olfattiva e gustativa è uno strumento essenziale nelle mani del sommelier e gli permette di studiare e comprendere il vino nel modo migliore.

Naturalmente il gusto del vino può essere irreparabilmente alterato da altri fattori, diversi dal materiale del bicchiere. Un esempio è la conservazione errata del vino. Se non si dispone, ad esempio di una cantinetta vino incasso cucina, si rischia di lasciare il vino in balia degli sbalzi di temperatura, dell’umidità eccessiva o della luce – tutti elementi che possono dare inizio a processi di ossidazione che, post imbottigliamento, vanno ad alterare in maniera negativa la bevanda.

 

Anche il servizio è molto importante quando si cerca di mantenere intatto al massimo il gusto del vino. Ogni etichetta possiede la sua temperatura di servizio che andrebbe rispettata se si vuole ottenere la migliore esperienza possibile. In questi casi è bene dotarsi di un cestello ghiaccio per poter raffreddare, ad esempio, i vini bianchi, noti per le temperature piuttosto basse a cui devono essere serviti.

 

Da Riedel in poi la scienza e soprattutto l’enologia hanno fatto passi da gigante, talvolta giungendo alla realizzazione di vini con complessità tali da non venir influenzati dalla tipologia di vetro in cui vengono serviti. Ma attenzione a materiali diversi dal vetro come la plastica o il cartone biodegradabile: questi materiali potrebbero infatti riservare brutte sorprese e impattare in maniera negativa anche il più complesso dei vini.