Il vino bianco siciliano: una nuova scoperta

vino bianco siciliano

Secondo una recente classifica del New York Times, tra i migliori vini che si possono acquistare nel mondo con un budget contenuto, vi sono diverse opzioni italiane, alcune già note e altre molto meno. A stupire i non addetti ai lavori è sicuramente la presenza di vini di provenienza siciliana, una novità nel panorama enologico internazionale.

 

Chi visita cantinettavino.it magari già lo sa, mavi è un dato ancora poco noto ai consumatori di vino: la popolarità della Sicilia, in termini di produzione vinicola, sta crescendo esponenzialmente negli ultimi anni. Complice anche il fatto che, anno dopo anno, aumentano le etichette provenienti dall’isola siciliana che producono vini di qualità, molti dei quali sono molto apprezzati anche all’estero.

 

Al giorno d’oggi chi sceglie una bottiglia di vino made in Sicilia sta optando per una delle scene vinicole più interessanti di tutta la penisola, senza dubbio lontana dalla fama delle più note etichette dell’Italia continentale, ma non per questo di minor valore. 

 

Nonostante al giorno d’oggi non vi siano ancora delle ricette che abbiano come protagonista un bel bianco siciliano e,come spesso accade nella preparazione dei piatti della nostra tradizione, vi sia la tendenza a prediligere i rossi (vd. brasato al vino rosso), i vini siculi si stanno facendo sempre più strada all’interno delle cucine e dei calici di milioni di italiani (e non solo).

 

Meritano dunque i bianchi siciliani la reputazione positiva che si sono costruiti nel corso degli ultimi anni? Cerchiamo di scoprirlo insieme ripercorrendone un po’ di storia.

 

Dalle stalle…

La Sicilia è una regione difficile da inquadrare in termini enologici.
Tolto il marsala, la regione possiede oltre ottanta vitigni autoctoni che però non hanno avuto grande seguito oltre i confini nostrani.
Quello della mancata distribuzione internazionale è un grande limite, dal momento che molto è stato investito in termini di tempo dagli esperti del settore, i quali si sono a lungo impegnati a censire le numerose varietà dei vitigni locali.

 

La reputazione del vino Siciliano non è sempre stata positiva. Durante gli anni novanta la regione, già famosa per cibo, natura e paesaggi, aveva ancora una scarsa reputazione in termini di produzione vinicola. Le motivazioni erano tra le più disparate ma andavano a tratteggiare uno scenario problematico: il vino siciliano era troppo alcolico, troppo rustico, troppo opulento e, ancora peggio, poco longevo.

 

Fortunatamente questa tendenza ha visto un’importante inversione di rotta negli ultimi quindici anni. Al giorno d’oggi il vino Siciliano, specie il bianco, viene raffigurato come un vino di qualità dal carattere genuino, simbolo di un territorio che sta crescendo rapidamente dal punto di vista della cultura enologica. L’Etna stesso, simbolo della regione, è passato dall’essere in uno stato di perenne abbandono a rappresentare uno dei luoghi cardine della rinascita del vino italiano ed europeo.

 

…alle stelle

Secondo i dati raccolti durante il corso di diversi eventi legati al mondo del vino, la percezione qualitativa del vino bianco siciliano ha raggiunto livelli molto alti, superando di media il livello qualitativo di rossi. Il merito è in parte del Carricante, un autoctono a bacca bianca considerato il principe dell’Etna e che viene spesso paragonato al Chablis o al Riesling di Mosella per longevità, tensione e raffinatezza.

 

Questo vitigno, nello specifico, sembra aver conquistato definitivamente la zona a est e a sud est del vulcano, tanto che il comune di Milo si è guadagnato l’esclusività nella produzione dell’Etna Bianco Superiore.

 

Altre due varietà che stanno facendo parecchio parlare di loro sono il Grillo e il Catarratto, due vitigni già noti agli esperti del settore grazie per il loro utilizzo nella produzione del Marsala. In realtà, questi due vitigni sono già da tempo utilizzati nella produzione di vini bianchi d’annata. Largamente impiegati anche nella preparazione di numerosi piatti (vd. scaloppine al vino bianco) ad oggi questi vini non hanno nulla da invidiare in termini di gusto e qualità ai più rinomati presenti nel territorio nazionale.

 

Un po’ come lo spumante spagnolo, sembra che per i bianchi made in Sicilia sia arrivato un periodo di grande popolarità che indubbiamente porterà con sé una radicale rivalutazione del settore vinicolo regionale. Nel corso dei prossimi anni assisteremo sicuramente ad un incremento della qualità anche dei rossi e, soprattutto,dei liquorosi, già parte dell’identità enogastronomica e culturale dell’isola.

Come tutti i vini in circolazione, anche i bianchi siciliani richiedono tecniche e temperature di conservazione che siano in grado preservare le loro proprietà organolettiche. Per questo consigliamo sempre di acquistare una buona cantinetta dei vini. Per iniziare senza spendere una fortuna, una cantinetta frigo usata e di qualità può rappresentare un ottimo investimento! Con dei buoni vini siciliani e una cantinetta professionale, preparati a stupire i tuoi amici e a convertirsi in un esperto dei nuovi nettari in circolazione!